Mobile First: l’indice primario di Google è per dispositivi portatili

Quando Gary Illyes (Trend Analyst di Google) ha annunciato il 13 ottobre al Pubcon che Google sarebbe diventato un indice mobile first nei mesi a seguire, ha sancito la nascita di una nuova era per l’ottimizzazione SEO dei siti web. Il colosso di Mountain View sta lavorando a questo cambiamento dal 2015, per cui l’annuncio non dovrebbe essere stato una doccia fredda, quanto più che altro la conferma che da ora è necessario orientare tutto il lavoro di ottimizzazione sul mobile-friendly.

Non c’è scelta, i siti web devono adattarsi e adottare strategie differenti rispetto a quelle di 10 anni fa se vogliono mantenere, o migliorare, il proprio ranking.

Con Mobile First le singole parti contribuiscono al tutto

La SEO mobile non è affatto un valore aggiunto oggi, ma è una necessità, senza la quale sarà, tra poco, praticamente inutile provare ad avviare un business online.

Bisogna adottare un approccio olistico perché tutto funzioni per il meglio: ogni strategia SEO è come un tassello che contribuirà a formare il puzzle dell’indicizzazione. Un sito dovrà quindi avere un design responsive di alto livello, dati di schemi ottimizzati e tempi di caricamento ridotti in primo luogo.

Rispetto al desktop, infatti, il mobile presenta un’utenza diversa, meno propensa all’attesa e, in molti casi, in cerca urgente di informazioni (come ad esempio reperire un indirizzo o un numero di telefono mentre si è fuori casa). La velocità è tutto nell’era del mobile.

Perché Google ha deciso di dare priorità al mobile?

Prima di pensare a quali strategie SEO adottare in questo nuovo contesto, è bene capire il perché di questo deciso cambio di rotta. Proviamo con un esempio: immaginate di dover acquistare una pizza a domicilio tramite smartphone e nei risultati di ricerca compare uno snippet che parla di pizza lievitata 72 ore con impasto a base di farina di Kamut. Era proprio quello che stavate cercando, cliccate e quando aprite la pagina non ci sono immagini e non riuscite a reperire le informazioni necessarie per chiamare, perché la navigazione non è intuitiva e la dimensione dei caratteri sballata. Cosa fate?

Probabilmente abbandonate la pagina, preferendo magari una pizza con farina bianca ma semplice da ordinare. Ecco, Google si mette nei panni dell’utente e premia i siti user-friendly da dispositivi portatili, visto che ormai il 60% delle ricerche viene effettuato da smartphone e tablet.

L’indice Mobile First di Google condizionerà il posizionamento SEO del sito, ne determinerà l’autorità e deciderà se il contenuto è rilevante. Come è stato spiegato sul Webmaster Blog di Google: “Nonostante il nostro indice di ricerca continuerà ad essere un singolo indice per siti web e app, il nostro algoritmo utilizzerà in primo luogo la versione mobile del contenuto di un sito per stabilire il ranking della pagina e per mostrare gli snippet nei risultati di ricerca”.

Come capire se un sito subirà l’impatto dell’indice Mobile First

Devono preoccuparsi tutti per questo nuovo cambiamento? In realtà no, perché i più virtuosi, quelli che adottano strategie SEO sempre aggiornate, avranno già provveduto al passaggio ad un sito responsive, quindi ottimizzato per la navigazione su qualunque dispositivo, desktop o mobile che sia. Dovranno invece adeguarsi i siti web con configurazione tipo m.nomesito.it o che riprendono la struttura desktop per portarla sul mobile.

La prova del nove è molto semplice e per farla basta vedere dal desktop la versione mobile di un sito. Se non sapete come fare, cliccate con il tasto destro e sul menù selezionate ispeziona (o per fare prima premete F12), e dalla consolle cliccate sulla Toggle Device Toolbar in alto a sinistra oppure tenete premuti insieme Ctrl+Shift+m. Passerete così dalla visualizzazione desktop a quella mobile e viceversa, con la possibilità di un’anteprima della pagina sui diversi dispositivi.

Come cambia lo scenario per il web marketing

La necessità di passare al mobile-friendly non riguarderà solo i grandi marchi, ma coinvolgerà ogni singola attività, sarà un rollout globale. E chi opera nel web marketing dovrà affrontare nuove sfida, tenersi aggiornato costantemente, perché l’indice Mobile First porterà cambiamenti anche alla gestione di Adwords.

Con gli utenti mobile le ricerche sono anche vocali, quindi da semplici parole chiave si passa a keyphrase più elaborate e specifiche; inoltre i SEO expert dovranno destreggiarsi tra le varie strategie da adottare per l’indice Mobile First di Google e l’ottimizzazione (in questo caso differente) per gli altri motori di ricerca.

Quello che è certo è il bisogno di dare priorità alle versioni per dispositivi portatili dei siti web per non rischiare penalizzazioni da parte di Google e bounce rate elevati.

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